03.15
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Settembre 2011, Valencia (Spagna).
La mia passione per un genere architettonico dalle linee semplici e squadrate non poteva non farmi apprezzare un edificio di questo tipo. Peccato che si tratti di una cattedrale nel deserto del Porto di Valencia… L’edificio, noto col nome di Veles e vents, progettato dall’architetto David Chipperfield in occasione dell’America’s Cup, dopo aver funzionato a pieno regime durante il periodo delle regate, per il resto dell’anno rimane totalmente inutilizzato. La distanza del porto dal centro della città non aiuta, ed è realmente un peccato…
Meglio per me, visto che volevo qualche scatto “pulito”.
Settembre 2011, Valencia (Spagna).
Dopo qualche ora passata a girare gli interni del Museu de les Ciències, il giro nella Ciutat di Calatrava continua. Soprattutto quando mi trovo di fronte a delle strutture con pattern che si ripetono, adoro spendere del tempo per cercare una composizione interessante. E’ un ottimo esercizio e spesso si portano a casa delle immagini astratte molto particolari.

Canon 550D - Sigma 12-24 f4.5-5.6 EX DG - ISO 100, f11 @ 1/10 secondi
Treppiede Vanguard Alta Pro 264AT & Testa a sfera Manfrotto 496 RC2
Settembre 2011, Valencia (Spagna).
Dopo una mattinata dalle condizioni meteo piuttosto incerte, la giornata prosegue al Museu de les Ciències Principe Felipe. Ero piuttosto curioso di vedere gli interni di questo edificio, per cui quando ho visto la grossa parete vetrata non ho saputo resistere ed ho cercato qualche composizione interessante…

Canon 550D - Tamron 18-270 f3.5-6.3 VC Di II - ISO 320, f6.3 @ 1/250 secondi
Treppiede Vanguard Alta Pro 264AT & Testa a sfera Manfrotto 496 RC2
Settembre 2011, Valencia (Spagna).
6.30 del mattino: anche oggi la sveglia non mi ha disturbato più di tanto… Questo è un bene, perchè riesco a prepararmi a tempo di record e pedalare di nuovo alla volta della Ciutat de les Arts i les Ciències. Il tempo non è proprio clemente e, dopo una quindicina di scatti, son costretto a riporre la fotocamera nello zaino, coprirlo con la cover antipioggia e tirare fuori l’ombrello. Mentre mi dirigo in uno dei tanti parcheggi Valenbisi, ne approfitto per dare una rapida occhiata alle foto esposte nei pannelli che costeggiano l’Hemisfèric. Con “rapida” intendo oltre una mezz’oretta. ![]()
Le foto esposte sono di Javier Yaya Tur, il fotografo ufficiale della Città delle Arti e delle Scienze, e vengo letteralmente rapito da alcune delle sue composizioni. Un giorno mi piacerebbe poter raggiungere i suoi risultati, per cui cerco di studiare la sua tecnica, la sua composizione e ne faccio tesoro per i giorni a venire…
Quando sto per tornare in albergo, il cielo si apre e, manco a farlo apposta, mi si presenta un’occasione irripetibile per rendere meno piatte le mie immagini. So che dovrò lavorarci un po’ in postproduzione (purtroppo non ho con me i filtri digradanti), per cui faccio quel che posso già al momento dello scatto e termino il lavoro in maniera più controllata al pc.
Ore 9.45: vorrei trattenermi ancora, ma è il momento di tornare in albergo.
Tanto il programma della giornata prevede un ingresso al Museo delle Scienze, per cui si torna in zona nel giro di un paio d’ore…

Canon 550D - Sigma 12-24 f4.5-5.6 EX DG - ISO 160, f11 @ 5 secondi
Treppiede Vanguard Alta Pro 264AT & Testa a sfera Manfrotto 496 RC2 - Intervallometro TC-80N3
Settembre 2011, Valencia (Spagna).
Dopo una giornata passata a girare per gli acquari dell’Oceanografìc, si torna alla Ciutat di Calatrava per il crepuscolo. Gestire le luci (tutte diverse tra loro) non è stato sicuramente semplice e, dato che il tempo a mia disposizione era poco, ho preferito non perdere troppo tempo dietro al singolo scatto. D’altronde ero pur sempre in vacanza…
Dopo bella pedalata di 20 minuti per tornare all’albergo, una buona cena a base di paella Valenciana ed una passeggiata per il centro si va a nanna, perchè la sveglia domani è sempre alle 6.30! D’altronde devo rimanere solo pochi giorni e non voglio perdere la luce migliore…

Canon 550D - Sigma 12-24 f4.5-5.6 EX DG - ISO 400, f4.5 @ 0,6 secondi
Treppiede Vanguard Alta Pro 264AT & Testa a sfera Manfrotto 496 RC2 - Intervallometro TC-80N3
Settembre 2011, Valencia (Spagna).
Dopo una bella sessione di scatti mattutina, la giornata procede all’Oceanogràfic, che si trova a poche centinaia di metri dalla Ciutat.
In questo articolo ho deciso di pubblicare una serie di scatti abbastanza eterogeneo, ma che in qualche modo raccontano la mia giornata.
Non perdete i prossimi articoli!

Canon 550D - Sigma 12-24 f4.5-5.6 EX DG - ISO 320, f11 @ 1/400 secondi
Treppiede Vanguard Alta Pro 264AT & Testa a sfera Manfrotto 496 RC2 - Intervallometro TC-80N3
Settembre 2011, Valencia (Spagna).
Ore 9.20: dopo un paio d’ore, passate a prendere confidenza con gli edifici della Ciutat e poco prima di prendere la bicicletta per tornare in albergo, vengo attratto da questo scorcio: due ponti che curvano e una luce molto calda. Adoro le diagonali che entrano dagli angoli del fotogramma e provo per diversi minuti a trovare la composizione che più mi convince. Un addetto alla manutenzione sta per spostarsi in uno dei punti d’interesse dell’immagine (in basso a destra), ma purtroppo rimane in ombra ed è poco visibile… Peccato! La composizione non è perfetta, ma non ho tempo per aspettare che si sposti alla luce. ![]()
Dopo questo scatto torno in albergo per fare colazione, una bella doccia ed il giro per la città continua!

Canon 550D - Tamron 18-270 f3.5-6.3 VC Di II - ISO 100, f8 @ 10 secondi
Treppiede Vanguard Alta Pro 264AT & Testa a sfera Manfrotto 496 RC2 - Intervallometro TC-80N3
Settembre 2011, Valencia (Spagna).
6.30 del mattino: suona la sveglia e, mentre normalmente ho grosse difficoltà ad alzarmi così presto, stavolta mi sembra addirittura tardi. Evitentemente l’alzataccia del giorno prima, con l’aereo alle prime luci dell’alba, ha leggermente cambiato il mio fuso orario.
Velocemente mi preparo, esco dall’albergo e vado alla ricerca di un parcheggio Valenbisi per prendere la mia bicicletta (con soli 10€ ho fatto un abbonamento di una settimana). Quasi 20 minuti di pedalata ed arrivo in un luogo che desideravo visitare da tanto tempo: la Ciutat de les Arts i les Ciències progettata da Santiago Calatrava. Mancano almeno 45 minuti all’alba, per cui riesco a fotografare durante la blue hour mattutina e la cosa più strana è che stavolta mi ritrovo a ragionare al contrario, visto che son abituato a valutare una luce che piano piano tende a diminuire… Fortunatamente però son piuttosto allenato con le lunghe esposizioni e condizioni molto variabili. ![]()
Ore 7.15: dopo alcuni scatti preparatori inizia il divertimento! La luce non è proprio quella che avevo in mente, ed un leggero venticello (che rende l’acqua increspata), mi’impedisce di avere un bel riflesso dell’Hemisféric. Come inizio non c’è male, ma poiché ho solo pochi giorni di tempo, faccio quel che posso ed il risultato non mi dispiace per nulla!
Considerando le mie più grandi passioni (architettura, viaggi & fotografia notturna) non è stato poi tanto difficile svegliarsi così presto anche i giorni successivi… ![]()
Non perdete i prossimi articoli!

Canon 550D - Canon 10-22 f3.5-4 - ISO 160, f4 @ 600 secondi
Treppiede Vanguard Alta Pro 264AT & Testa a sfera Manfrotto 496 RC2 - Intervallometro TC-80N3
Con questa foto di backstage, interrompiamo per qualche tempo gli articoli dedicati alla fotografia notturna e le sue varie applicazioni, dagli startrails al light painting.
La prossima settimana vi mostrerò una serie d’immagini realizzate durante un mio viaggio a Valencia (Spagna) lo scorso mese di settembre. Ovviamente non mancheranno gli scatti notturni, ma in questo caso l’architettura la fa da padrone…
Un grazie sincero all’amico Nicola Dell’Apa (protagonista di questa foto) per l’ospitalità e la piacevolissima compagnia durante questa sessione di scatti a Calasetta.
Questa è una foto ancora “works in progress“…
L’idea è quella di utilizzare questa tecnica per vivacizzare un po’ i miei notturni, ma prima è necessario capire bene il comportamento degli strumenti che verranno utilizzati per prendere la dovuta confidenza.
Questo è un semplicissimo esperimento e ringrazio l’amico Pierpaolo (soggetto di questa foto) per l’aiuto.

Canon 550D - Canon 10-22 f3.5-4 - ISO 200, f4 @ 360 secondi + Torch light
Treppiede Vanguard Alta Pro 264AT & Testa a sfera Manfrotto 496 RC2 - Intervallometro TC-80N3
Anche oggi vi mostro una lunga esposizione in cui son state utilizzate diverse tecniche fotografiche e, se vi siete persi l’articolo di ieri vi invito a leggerlo per capire come ho ottenuto questo risultato.
In questo caso, oltre all’utilizzo della torcia, necessaria per illuminare la figura umana, è stato usato un flash con dei gel colorati (rosso e blu) attivato grazie all’utilizzo di un apparecchio ad onde radio.
Dopo aver calcolato l’esposizione generale della scena (quasi completamente buia ad occhio nudo), mi son seduto accanto al mezzo per tutta la durata dello scatto (6 minuti) cercando di rimanere il più immobile possibile. Durante questo lasso di tempo, Pierpaolo (il mio amico fotografo) ha attivato il flash con gel rosso posto all’interno della pala, di seguito ha usato la torcia per illuminare il mezzo ed il sottoscritto, ed infine ha utilizzato ancora il flash con gel blu per aggiungere un altro tocco di colore nella parte interna del mezzo.
Il risultato è abbastanza interessante, ma c’è qualcosina da rivedere…
Se vi state chiedendo il motivo di tutti questi esperimenti, la ragione è molto semplice: ho in mente alcuni progetti fotografici basati sulla fotografia notturna ma, prima di poterli mettere in pratica, devo essere sicuro di padroneggiare la tecnica, per cui non fermatevi mai al singolo scatto ma cercate di vederla dal mio punto di vista: un gradino alla volta…

Canon 550D - Canon 10-22 f3.5-4 - ISO 200, f4 @ 360 secondi + Torch light
Treppiede Vanguard Alta Pro 264AT & Testa a sfera Manfrotto 496 RC2 - Intervallometro TC-80N3
Anche questa foto è frutto di un esperimento realizzato nella zona mineraria di Montevecchio, nei pressi di Guspini (ovviamente sempre in Sardegna).
In questo caso il light painting è stato eseguito con una torcia da pescatore dall’amico fotografo Pierpaolo Corona (che saluto e ringrazio per la pazienza che ha avuto durante le nostre numerose uscite), mentre il soggetto ritratto è il sottoscritto. ![]()
Lo scopo finale è quello di riuscire, unendo diverse tecniche, ad ottenere un effetto di questo tipo con la realizzazione di un singolo scatto (senza postproduzione al computer), ma poichè entrambi eravamo alla prima esperienza con la figura umana, abbiamo preferito semplificare e realizzare 3 immagini differenti che, con opportune mascherature su photoshop, hanno portato a questo risultato.
Per semplificare, vi spiego cos’è stato fatto:
- Dopo aver composto l’immagine, ho calcolato l’esposizione generale della scena (in quel momento quasi completamente buia).
- Mi son messo in posa (cercando di stare fermo il più a lungo possibile)
- Ed infine Pierpaolo ha “dipinto” tutta la scena cercando di dare un’illuminazione il più omogenea possibile (circa un minuto e mezzo su un totale di 6).
Quali sono le reali difficoltà di questo tipo d’immagini?
- Sicuramente per il soggetto ritratto è difficile rimanere immobile per 6 minuti. Se poi aggiungete la bassa temperatura di una notte di gennaio, avrete una minima idea di quanto possa essere dura fare le statue (soprattutto senza guanti) per così tanto tempo.
- Per il fotografo invece è alquanto complicato illuminare la scena in maniera omogenea evitando anche le bruciature.
Se poi si vuole ottenere un buon risultato senza la post produzione, il risultato si complica ancora di più.
In questo caso ho preferito unire semplicemente i 3 jpg che son stati generati dalla fotocamera, ma la foto avrebbe bisogno di qualche altro aggiustamento (che per ora non ho intenzione di fare).
Si trattava di un esperimento, ma l’obiettivo è ottenere lo stesso risultato con un solo scatto. Quando il tempo lo permetterà, verrà sicuramente ripetuto. Per ora ci accontentiamo di averci provato ed aver portato a casa qualcosa d’interessante…